In un mondo dove la medicina sembra spesso divisa tra la fredda precisione della chirurgia funzionale e la ricerca estetica dell’armonia, emerge una disciplina che abbatte questi confini: l’Ortoplastica. In questa intervista esclusiva condotta da Nina Sicilia per Eccellenze Italiane, esploriamo il percorso e la visione del Dott. Gary Gambassi, chirurgo ortopedico che ha fatto della sintesi tra benessere strutturale ed estetica la sua missione professionale.
Nina Sicilia: “Buonasera e benvenuti al consueto appuntamento con Eccellenze Italiane. Oggi parleremo di quando il bello diventa anche funzionale e per farlo siamo in collegamento da Milano con il dottor Gary Gambassi. Il dottor Gambassi si è laureato a Siena in Medicina e Chirurgia. Subito dopo si è trasferito tra l’Austria e la Germania dove ha conseguito la specializzazione di Ortopedia e Traumatologia. Sempre nello stesso periodo si è specializzato anche in chirurgia ricostruttiva. Quindi il dottor Gambassi praticamente ha iniziato a dedicarsi all’estetica; quindi mi chiedo: come può la chirurgia ortopedica sposare la chirurgia estetica, dottore?”
Gary Gambassi: “Allora un buongiorno a tutti, grazie mille per l’invito. Sì, diciamo che in tutti questi anni di formazione ho sempre avuto un orientamento che fosse più verso una chirurgia oltre che funzionale anche con esiti estetici, appunto, che fossero il migliore possibile. Partendo da quello che erano i traumi — e quindi un primum movens, una prima causa dove c’era un incidente piuttosto che comunque un evento avverso — da lì pian piano ho sviluppato, e diciamo non solo io ma da anni si sta sviluppando, quella che si chiama la ortoplastica. Quindi non ho in realtà inventato assolutamente niente, ma stiamo unendo, anche con il discorso di uno sviluppo tecnologico, non solamente il risolvere il problema funzionale ma anche una grande attenzione verso la parte estetica.”
Nina Sicilia: “Dottore, lei si occupa quindi di ricostruzione e di grandi correzioni, quindi di lesioni del corpo sia acquisite che lesioni dalla nascita. Quali sono in particolare i suoi campi di azione?”
Gary Gambassi: “Allora i campi di azione principali diciamo sono le deformità, le deformità muscolo-scheletriche che, come giustamente ha detto lei, possono essere congenite — ovvero dove il paziente sfortunatamente nasce già con problemi — oppure acquisite, che possono come ho detto prima derivare da lesioni di varia natura. Fermo restando che poi sono abbastanza attivo anche con il discorso della protesica di anca e ginocchio; però ripeto, concentrandomi molto sull’aspetto estetico sono attivo anche dal punto di vista della chirurgia estetica.”
Nina Sicilia: “Ecco, c’è qualcosa, qualche curiosità che vuole raccontarci, qualche episodio che le è capitato durante la sua attività professionale?”
Gary Gambassi: “Ma sì, gli episodi bizzarri diciamo ne sono capitati diversi. Diciamo che una ragazza — e stiamo preparando appunto un video — si è presentata nel mio studio: oltre ad un’obesità importante soffriva di un problema ai vasi linfatici, che sono praticamente quel sistema che drena i liquidi in tutto il corpo ma hanno un ruolo fondamentale anche nella parte bassa, laddove ovviamente bisogna andare contro la forza di gravità. Con queste gambe davvero mostruose l’abbiamo presa e, dopo un percorso molto duro soprattutto anche di tipo psicologico, si è sottoposta ad intervento. Abbiamo fatto sia la parte del rimodellamento corporeo, liposuzione, addominoplastica… c’è stato un momento in cui non si è fidata di me ed è finita nuovamente al pronto soccorso in un altro ospedale. Quando succede questo è una delle cose più spiacevoli e brutte che un chirurgo può avere perché il paziente ha perso completamente la fiducia. Pian piano però non ha smesso di credere in ciò che aveva fatto, seguita appunto anche da un team di nutrizionisti molto in gamba. L’ho ritrovata con grande sorpresa che voleva finire il lavoro: da 110 kg a 72 kg, un’altra persona. Mi ha raccontato che quel periodo in ospedale è stato molto duro ma che le ha messo ancor più determinazione addosso. Mi ha abbracciato, ha pianto; è stata un’esperienza davvero, per quanto brutta, a lieto fine. E adesso è felicissima; oltre al fatto che prima non poteva correre per motivi non solo estetici ma funzionali, ha riscoperto la gioia di correre.”
Nina Sicilia: “Ecco, quindi ci ricolleghiamo al titolo della puntata, dottore: quando il bello diventa anche funzionale. Lei ha lavorato anche all’estero, in particolar modo in Germania; c’è qualche differenza che ha riscontrato tra la sanità tedesca e la sanità italiana?”
Gary Gambassi: “Allora posso dire una cosa, e lo dico non nella maniera più ‘politically correct’ del mondo: noi siamo davvero un grande Paese, siamo ricchi e pieni di grandi colleghi in tutti i campi della medicina. Quello che ho visto fare da alcuni colleghi italiani non l’ho mai visto fare all’estero. Per rispondere direttamente alla sua domanda, la Germania è un Paese dove non c’è una così grossa differenza tra nord e sud; la sanità funziona egregiamente ovunque. Però è una sanità che funziona bene ‘di base’, tutto funziona in maniera corretta, ma di eccellenze se ne contano poche. In Italia invece purtroppo manca quello standard qualitativo uniforme in tutto il Paese, però quando si hanno delle eccellenze, queste hanno veramente da insegnare a tutto il mondo. Questa è una delle più grandi differenze che mi sento di sottolineare.”
Nina Sicilia: “E sì dottore, l’Italia di eccellenza nel campo della medicina è veramente piena e noi ne siamo orgogliosissimi. Dottore, che progetti ha per il futuro?”
Gary Gambassi: “Per il futuro, continuare il mio impegno personale nei confronti di tutte le persone che decideranno di migliorare la propria condizione, sia dal punto di vista funzionale che estetico. Volersi bene è la manifestazione d’amore forse più importante, che parte da noi stessi. Quindi questo senza dubbio: continuare lo studio, l’impegno e dare qualità lavorativa. Ci saranno tante altre sorprese.”
Nina Sicilia: “Io la ringrazio dottor Gambassi, è stato un piacere conoscerla e grazie per il contributo che lei ha dato alla nostra trasmissione.”
Gary Gambassi: “Grazie a voi e una buona giornata.”
