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Corno alle Scale (BO) - Modelli vecchi di turismo invernale...il CAI Emilia Romagna esprime il suo dissenso

2017 Impianti sciisticiAlcuni giorni fa è stato siglata a Sestola tra le Regioni Toscana ed Emilia-Romagna un'intesa per rilanciare l'offerta turistica dell'appennino per il turismo invernale. Colpisce lo strabismo della Regione Emilia-Romagna, che da un lato con il sistema delle Aree protette tutela le peculiarità ambientali e culturali della montagna e promuove un turismo dolce a basso impatto...

 ambientale (primo fra tutti il recente investimento di 1.300.000 Euro per l'Alta Via dei Parchi) e dall'altro continua a voler investire risorse su un modello di sviluppo fondato sulla monocultura dello sci da discesa, ormai in evidente crisi a causa delle mutate condizioni climatiche. Dai dati sull'innevamento in Appennino appare evidente un calo generale delle precipitazioni, alle nostre quote, e uno spostamento in avanti dell'inizio delle nevicate necessarie a garantire la sciabilità delle piste. Il balletto dei trasferimenti di proprietà degli impianti del Corno alle Scale – sempre in perdita - verificatosi negli ultimi 20 anni e l’inattività degli impianti nei periodi natalizi per mancanza di neve ne sono la prova. Anche il Natale 2016 è passato “al verde”.

Non esiste ancora un progetto di questo anacronistico e fallimentare impianto, ma il CAI dell'Emilia-Romagna:

  • esprime fin da ora una ferma contrarietà alla sua realizzazione;
  • auspica il dirottamento delle risorse previste sulla promozione di uno sviluppo appropriato della montagna, che ne tuteli valorizzi le peculiarità ambientali e culturali attraverso il sostegno degli itinerari di escursionismo – estivo ed invernale, ippico e ciclistico – e la realizzazione di una adeguata rete di ricettività e di ristorazione fondata sulle eccellenze agroalimentari della montagna;
  • invita le Regioni Emilia-Romagna e Toscana a un confronto con le associazioni ambientaliste, gli enti locali, i GAL per la definizione di un progetto alternativo per lo sviluppo dell'economia montana.

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