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Politiche della montagna Veneta

Presso la Regione esiste un Assessorato che ha, tra le sue deleghe, le funzioni amministrative per la Provincia di Belluno, i trasporti a fune, l’economia e lo sviluppo montano.

In campo industriale il settore legato all’occhialeria, che aveva avuto un grande sviluppo negli ultimi decenni del secolo scorso soprattutto nel Bellunese, denuncia una forte crisi legata ai processi della globalizzazione e della concorrenza di altri Paesi

Forte è l’impatto dell’attività estrattiva, particolarmente evidente in alcune aree (Lessinia, Canale di Brenta), con preoccupanti progetti di ulteriore incremento. Nel campo delle attività silvo-pastorali, sono da segnalare due interessanti realtà: la gestione da parte dell’azienda regionale Veneto Agricoltura del demanio forestale del Cansiglio, orientata prevalentemente verso finalità di conservazione ambientale, e la comunità delle Regole d’Ampezzo che ha in gestione la proprietà indivisa di boschi, pascoli e monti ampezzani, incluso un parco naturale regionale. Dal punto di vista delle risorse energetiche, la montagna paga da tempo un prezzo altissimo in termini di risorse ambientali a causa dello sfruttamento idroelettrico, che vede attualmente imbrigliato circa il 90% della portata potenziale della Piave per scopi idroelettrici e irrigui e ancora oggi resta d’attualità, grazie agli incentivi pubblici, con il proliferare di richieste di nuove piccole centraline. Nel campo della mobilità continua ad avere priorità il trasporto su gomma, con rinnovate spinte alla prosecuzione verso nord dell’autostrada A27 (di Alemagna). Il settore del turismo resta fondamentale e trainante per l’economia di gran parte della montagna veneta. A dispetto dei dati di questi ultimi anni, che evidenziano una forte crescita del turismo legato ai beni culturali e una diminuzione di quello legato allo sci (anche per il concorrere di una serie di fattori: generale diminuzione degli apporti nevosi, aumento dell’età media della popolazione, difficile congiuntura economica), molti dei progetti di sviluppo turistico sono tuttora basati sullo sci invernale. Il Piano Neve approvato dalla Regione prevede infatti la costruzione di una serie di nuovi “caroselli” sciistici in quota (Pelmo, Palantina, Altopiano di Razzo, Forca Rossa, Verena-Cima Larici ecc.) caratterizzati da imponenti costi di realizzazione e di gestione e da pesante impatto ambientale. Tuttora significativa è l’incidenza del fenomeno delle seconde case, che vede un’incidenza media (per quanto riguarda la montagna veneta) sul totale delle abitazioni pari al 65%, con punte che arrivano addirittura all’80% in alcuni Comuni dell’Altopiano di Asiago (Gallio, Roana ). Molte sono poi le iniziative nel settore dell’offerta turistica e culturale, di carattere innovativo e più adeguato alle attuali tendenze, come:

  • Il recupero delle vestigia della prima guerra mondiale (già attuato sulle Dolomiti d’Ampezzo, in progetto sull’Altopiano di Asiago e sul Monte Grappa). 
  • La realizzazione di strutture museali (in questo ambito ha assunto particolare rilievo il Messner Mountain Museum del Monte Rite che tuttavia presenta alcuni aspetti di forte criticità legati alla realizzazione di strutture in quota e al connesso afflusso con mezzi motorizzati). 
  • Il Progetto di recupero del paesaggio terrazzato di Valstagna, nel Canale di Brenta.
  • Il cicloturismo mediante la creazione di percorsi dedicati (Ciclabile delle Dolomiti, Antica Strada Regia). 
  • Lo sviluppo dell’escursionismo invernale attraverso la battitura di alcuni percorsi e l’apertura dei rifugi. 

Rappresenta sicuramente un’iniziativa di forte valenza promozionale nei confronti di uno sviluppo rispettoso e sostenibile il recentissimo riconoscimento delle Dolomiti quale patrimonio UNESCO che coinvolge anche le confinanti Regioni e Province autonome.                                                     

A completare il quadro della situazione delle nostre montagne meritano di essere menzionati i Parchi (tutti istituiti nel breve arco di tempo ricompreso tra il 1989 e il 1993) che hanno rappresentato e rappresentano tuttora un importante veicolo di promozione, tutela e sperimentazione dello sviluppo sostenibile della montagna. Essi sono: Colli Euganei, Lessinia, Dolomiti d’Ampezzo – tutti parchi regionali – e Dolomiti Bellunesi, unico parco nazionale, oltre alla presenza di numerosi siti SIC e ZPS facenti parte della Rete Natura 2000.

La varietà , la bellezza e le conseguenti problematiche che affliggono le montagne Venete giustificano a pieno la presenza di una Commissione Regionale del CAI deputata alla tutela e al controllo del territorio.