Il corriere delle alpi - SABATO, 24 FEBBRAIO 2007
di Ivan Dal Toè

Cementi Rossi, ultima parola al consiglio

Lunedì si formerà la commissione tecnica Intanto spunta una legge che tutela Campo
Prosegue la raccolta di firme e spuntano nuove eccezioni "Qui ci fu la Grande Guerra"

ALANO DI PIAVE.
La commissione tecnica per la valutazione del progetto di coltivazione a Campo della Cementi Rossi sarà istituita lunedì nel corso del consiglio comunale. I consiglieri di minoranza l'avevano sollecitata da tempo e ora la risposta dell'amministrazione di Fabio Dal Canton giunge quasi a sorpresa, ad integrazione di un ordine del giorno che inizialmente non l'aveva prevista. Il comune intanto ha avviato la raccolta firme di opposizione al progetto e giovedì sera si è trovata faccia a faccia con i cittadini di Campo per l'ennesimo confronto sulla cava.
Fra questi c'era anche Agostino Dalle Prane che ieri ha scritto al nostro giornale per portare l'attenzione su una legge che egli ritiene fondamentale per bloccare il progetto. Si tratta della 114 del 17 maggio 2004 che, aggiornando una legge del 2001, tutela i luoghi in cui venne combattuta la Grande guerra. "Nell'incontro di giovedì", osserva Dalle Prane, "non c'è stato alcun riferimento a questa strada che avevo proposto nell'assemblea pubblica di Alano. Campo per chi non se lo ricorda, è stato invaso nel 1917 dagli austriaci e dai tedeschi. Il monte di Campo è tutto traforato da quelli che localmente venivano chiamati stòi/stollen. Questi costeggiano l'intero monte dal letto del Tegorzo alla cima di Rocca Cisa. Ho consultato lo stesso relatore della legge e mi ha confermato che tali caratteristiche sono peculiari e secondo il suo parere vincolanti a norma di tale legge. Ho dato questa informazione anche ad un membro del Comitato, ma non vorrei che l'opportunità venisse trascurata. Mi sembra questa infatti la strada da seguire per tutelare una volta per tutte un territorio unico sotto ogni profilo". Dalle Prane ha poi lamentato il mancato approfondimento di alcuni dei principali effetti negativi che l'escavazione potrebbe avere sull'abitato. "Problemi economici legati all'investimento sulla casa che verrebbe svalutata ma anche inquinamento particellare e la possibilità di andare a molestare l'attuale vena del torrente Tegorzo. Nella relazione della Cementi rossi, non ci sarebbe poi alcun cenno al sistema idrico di Campo. Esistono poi una faglia "periadriatica" e un'altra faglia che si trova alle spalle del monte di Campo. Nessun cenno sul rischio sismico eppure è previsto un bacino di 18 mila metri cubi d'acqua che solo per questo ci sarebbe la possibilità di rivolgersi alla magistratura per il temuto pericolo". Il vecesindaco Luigi Codemo intanto si è detto disponibile a fare da tramite fra il comitato Col del Roro e l'amministrazione per accorpare le controdeduzioni prodotte il cui termine è fissato l'8 marzo per i cittadini, il 18 per l'amministrazione. I membri del comitato contribuiranno anche alla raccolta di firme lanciata dal sindaco Fabio Dal Canton. La petizione, una volta completata, sarà inviata alla commissione regionale per la valutazione di impatto ambientale come segno del malcontento cittadino e di contrarietà al progetto.

Il giornale di Vicenza - mercoledì 21 febbraio 2007

Oltre 200 persone hanno partecipato all'escursione sull'altopiano dei Fiorentini per tutelare l'ambiente

Con gli sci e le ciaspole, per dire no agli impianti

(e. m.) Due ore di cammino tra i sentieri innevati dell'altipiano dei Fiorentini. Saliscendi impegnativi, da percorrere con le ciaspole o con gli sci, eppure erano almeno duecento le persone che domenica hanno voluto manifestare il dissenso al progetto di lottizzazione e costruzione di nuovi impianti sciistici. Un coro di "no" che ha visto tra le sue diverse voci Verdi, CAI, Cipra e Mountain Wilderness, Italia Nostra e Wwf, Legambiente e gruppo Folgaria235.
Vicentini e trentini ritrovatisi a Malga Paruia, poco sotto Cima Costa d'Agra, in una splendida giornata di sole. Alle dodici il via all'assemblea con l'intervento dell'alpinista e naturalista Fausto De Stefani, che ha ricordato i tanti casi di devastazione ambientale perpetrati nelle Alpi con gli impianti sciistici. Impianti costosissimi che il più delle volte si sono rivelati dei veri flop.
Il rappresentante del CAI Veneto, Bruno Zannantonio, ha invece richiamato tutte le sezioni a partecipare sempre più spesso a queste manifestazioni: "Rinunciamo a qualche escursione o a qualche arrampicata e veniamo sempre più numerosi per dimostrare il nostro dissenso a progetti inutili e dannosissimi per la montagna. Ci sono alternative senz'altro migliori".
I Verdi, in particolare, sostengono la proposta del WWF di istituire un Parco storico-naturale degli altopiani tra Tonezza e Folgaria. In merito esiste già un progetto atto a promuovere il turismo sostenibile, che prevede tra l'altro l'istituzione un'area a tutela integrale circondata da un'area parco di transizione in cui far funzionare le piste già esistenti.
Discuteremo di questo progetto e lo integreremo con le Associazioni vicentine -promette Giampaolo Carollo, portavoce dei Verdi per Schio-, per poi proporlo pubblicamente ai Comuni locali, alla Provincia di Vicenza e alla Regione Veneto".

Il corriere delle alpi - MERCOLEDÌ, 21 FEBBRAIO 2007
di Ivan Dal Toè

Ora i comitati aspettano il no della Regione

Esultanza per la bocciatura del progetto Anche la Cmf si schiera contro la miniera

ALANO DI PIAVE.
La netta presa di posizione contro ogni progetto di escavazione a Campo, espressa in maniera congiunta delle amministrazioni di Alano, Quero e della Provincia è giunta ai cittadini del basso feltrino come fosse musica per le orecchie. La sospirata notizia è stata accolta con grande entusiasmo da quanti in questi giorni si stanno mobilitando per bloccare il progetto della Cementi Rossi, anche se la partita delle controdeduzioni al progetto è ancora in corso. Intanto il fronte si allarga e anche la Comunità Montana Feltrina si appresta a dire no alla cava.
Ad annunciarlo è stato, lunedì sera a Fener, il vicesindaco di Alano Luigi Codemo, nel corso del secondo incontro con i cittadini promosso dall'amministrazione alanese. "Dopo l'accordo con Provincia e comune di Quero ho sentito il presidente della Cmf Ennio Vigne", ha detto Codemo, "e mi ha comunicato il suo appoggio alla posizione espressa dall'incontro con la provincia e l'amministrazione querese. Credo che presto si arriverà ad una presa di posizione unanime anche nell'ente di via Rizzarda". La lettura del documento di sintesi prodotto dal vertice fra i tre enti e redatto proprio da Codemo è stata accolta con palese soddisfazione dai presenti, che però non si sono risparmiati nel rimproverare i propri rappresentanti per il ritardo nella presa di posizione. Codemo ha però sostenuto l'operato della propria amministrazione ricordando come nel recente passato oltre a respingere tre richieste di indagine minerarie nel territorio, fosse riuscita già a bloccare definitivamente il progetto di escavazione di Maserè. "Comunque", ha detto il vice sindaco, "il prossimo passo è quello di risolvere il problema una volta per tutte chiedendo un piano cave regionale". Soddisfatto per la presa di posizione istituzionale, Paolo Di Natale, portavoce del Comitato Col del Roro. "Era quello che ci aspettavamo e il motivo principale per cui il comitato è nato. Certo, questa valutazione politica poteva essere fatta prima, considerato che pesa molto e sarà determinante. Comunque non ci si deve fermare e continueremo le iniziative intraprese collaborando con l'amministrazione". "Sono contento di questa svolta", commenta invece Antonello Collavo della lista Arcobaleno. "Credo che sia un passo determinante per bloccare il progetto, anche se non ci dobbiamo rilassare. Dobbiamo andare avanti tutti insieme affinché il progetto venga respinto". Tira in ballo l'assessore Regionale Oscar De Bona, Alexander Geronazzo dei Comunisti Italiani: "Speriamo che questa presa di posizione, auspicata da tanto tempo, si allarghi anche ad altre situazioni che minacciano il nostro territorio. Ora mi auguro che De Bona, dall'altro della sua posizione in Regione si renda sensibile ad un intervento legislativo in materia". Le iniziative contro il progetto intanto non si fermano, anzi si moltiplicano e stasera alle 20.30 si terrà nella sala della associazioni di Quero un incontro pubblico per formare un comitato cittadino di contrarietà alla miniera di Campo che interessa molto da vicino anche l'abitato querese.

Il corriere delle alpi - MARTEDÌ, 20 FEBBRAIO 2007
di Ivan Dal Toè

Tre firme pesanti sul no alla cava di Campo

Alano, Quero e Provincia d'accordo "Contrari a qualsiasi coltivazione"

ALANO DI PIAVE.
"Netta e assoluta contrarietà a qualsiasi progetto di coltivazione nell'area di concessione mineraria a ridosso della frazione di Campo". Questa l'unanime posizione che le amministrazioni di Alano, Quero e della Provincia hanno "partorito" dall'incontro tenuto ieri mattina nel municipio alanese. Ora i tre enti approveranno nei rispettivi consigli un documento con cui si chiederà alla Regione di esprimersi con la stessa fermezza contro la cava.
Secondo i comuni, Venezia dovrebbe adottare "un piano di settore che si proponga di conciliare le esigenze dell'industria e dell'edilizia con quelle di tutela e salvaguardia proprie degli enti locali".
E' una notizia che rassicurerà i molti cittadini che nei giorni scorsi avevano chiesto una chiara presa di posizione e che segna una svolta nella gestione politica della questione. L'aria degli amministratori usciti dalla riunione è quella soddisfatta di chi sa di aver ottenuto un risultato politico importante. "C'è grande soddisfazione", dice il sindaco di Quero Bruno Zanolla che aveva spinto per un confronto. "Ora faremo fronte comune".
Anche l'assessore provinciale Giuseppe Pison esprime il proprio compiacimento. "Si tratta di un'importante posizione unitaria che esprime una decisa contrarietà al progetto senza se e senza ma". La giornata consegna anche un Fabio Dal Canton che, superate le cautele dei giorni scorsi, si spinge dove molti suoi cittadini si aspettavano di ritrovarlo. "Sulla questione abbiamo trovato piena sintonia", spiega il sindaco alanese, "e ora, confortato anche dalle valutazioni legali, posso esprimere il mio no al progetto. Anzi a seguito dei pareri tecnici, direi che ci sono margini perfino per contestare la legittimità della concessione, ma ovviamente dobbiamo andare con i piedi di piombo e verificare tutto per bene".
Nel pomeriggio Dal Canton riassume in un documento le motivazioni generali che esprimono il dissenso delle istituzioni coinvolte. Uno: l'attività di coltivazione risulta in contrasto con tutte le norme di salvaguardia e di pianificazione dell'area, ossia Prg, Piano del Massiccio del Grappa, Rete Natura 2000 (area Sic e Zps). Due: eccessiva vicinanza delle zone abitate che espone i cittadini a seri rischi di scurezza e di salute a causa di traffico pesante, polveri, inquinamento atmosferico, rumori e vibrazioni. Le valutazioni dei rischi non risultano sufficientemente approfondite e le misure di attenuazione non garantiscono la completa sicurezza dei cittadini. Tre: la posizione centrale del sito all'interno della conca e l'esposizione dei versanti verso centri abitati della zona ma anche ampi settori della provincia di Treviso, rendono inaccettabile l'impatto visivo e paesaggistico delle attività di scavo e della viabilità di servizio. Quattro: risulta impossibile individuare una viabilità di accesso al sito senza attraversare i centri abitati o zone soggette a vincolo.

Il corriere delle alpi - VENERDÌ, 16 FEBBRAIO 2007

Alano, un sito e un blog contro il progetto

Il comitato anti-cava dà battaglia sul web

Preoccupazioni per il sito che sorgerà alle pendici del Grappa e per quello che potrebbe diventare realtà a Schievenin

ALANO DI PIAVE.
Per ora sono tre. Ma presto saranno di più. Le osservazioni contro il progetto di cava a Campo hanno uno spazio on line. Da due giorni il Comitato Col de Roro ha allestito un blog per dare voce ai cittadini.
Ci sono ancora tre settimane per raccogliere le osservazioni sul progetto. E' una corsa contro il tempo, anche perché la sintesi della relazione illustrata dalla Cementi Rossi è disponibile on line (sul sito del comune) soltanto da quattro giorni.

Ma il comitato - che stasera torna a riunirsi per preparare la battaglia alla cava - non vuol lasciare nulla di intentato. Perciò ha allestito un blog (http://comitatocolderoro.blogspot.com) nel quale, oltre ad essere disponibile la relazione dell'impresa piacentina, vengono raccolte e pubblicate le osservazioni. Per ora ce ne sono tre. La prima fa notare come, se fossero vere le ragioni della Cementi Rossi, l'impatto sulla viabilità del Basso Feltrino aumenterebbe perché le cave del Bellunese e del Trentino, dalle quali si approvigiona oggi l'impresa, continuerebbero a funzionare per altri clienti. Nella seconda si protesta per gli scarsi, anzi nulli, benefici che l'impianto porterà alla collettività e per le ricadute negative sulla qualità della vita della Conca degli Eroi. Nella terza si ricorda come la commissione tecnica regionale abbia già respinto un progetto nell'area del Massiccio del Grappa, sulla quale ricadrebbe anche la miniera di Campo, in quanto zona sottoposta a vincolo paesaggistico e sito di interesse comunitario. Un altro sito, con sondaggio, immagini e illustrazione delle iniziative del comitato, è invece disponibile all'indirizzo internet www.minierealano.info/drupal con link al sito del comune e al blog. (cric)

Il Corriere delle Alpi Venerdì, 9 Febbraio 2007

Il Cai scende in campo contro le miniere

Questa sera si forma il comitato anti-cava Zanolla chiede un tavolo tra tutti gli enti

IVAN DAL TOÈ

ALANO DI PIAVE.
La percezione che il Basso Feltrino sia un territorio "sotto attacco" sul piano dello sfruttamento del territorio, cresce sempre di più e l'attualità della miniera di Campo sta portando alla ribalta la questione. Così mentre da un lato cresce la consapevolezza della necessità di aprire un tavolo fra tutti gli enti interessati, la preoccupazione aumenta non solo fra i cittadini locali che questa sera si troveranno per dar vita ad un comitato anticave. Della faccenda si stanno infatti interessando vari partiti politici.
Il Cai contro le cave. "Risulta assai arduo comprendere come si possa ipotizzare l'apertura di nuove cave o miniere", afferma Bruno Zannantonio, "quando lo stesso Piano di Area del Massiccio del Grappa, approvato dalla Regione Veneto già nel 1994, vieta in tutto il suo territorio nuove attività estrattive e ampliamenti di quelle esistenti. In particolare suscita grave preoccupazione l'ipotesi di riapertura e ampliamento della cava della Val Storta nei pressi di Schievenin. La Valle di Schievenin ospita inoltre la sorgente del torrente Tegorzo che alimenta l'acquedotto "Consorzio Schievenin". Intervenire in una zona dalle caratteristiche "carsiche" potrebbe provocare danni irreparabili alla sorgente con conseguenze che andrebbero a ricadere sui numerosi comuni della fascia pedemontana. Per questo motivo ribadiamo il nostro no alle nuove cave o miniere e chiediamo alla Regione di non rilasciare le relative concessioni".
Il comitato contrario. Questa sera, alle 20.30 nella sala polifunzionale di Alano si terrà un incontro pubblico con lo scopo di dar vita ad un comitato anti-cave. Un'iniziativa analoga sembra prender piede a Quero contro la cava di Schievenin, ma non è escluso alla fine la nascita di un unico comitato.
La concertazione. Il sindaco di Quero, Bruno Zanolla ha proposto di aprire un tavolo fra tutti gli enti interessati e di porre sul tavolo la questione del territorio. Anche il segretario locale dei Ds, Silvio Forcellni, invita a una piena unità di intenti fra tutte le forze politiche non solo alanesi, al fine di scongiurare l'apertura della miniera. "Perché", "questa battaglia o la si vince insieme o la si perde tutti". Altri partiti si troveranno nei prossimi giorni per discutere sul problema.

Il Gazzettino Venerdì, 9 Febbraio 2007

Con una lettera sottoscritta dai responsabili veneti del sodalizio, il Club alpino si oppone alla realizzazione del sito gestito da Cementirossi

Il Cai regionale condanna la miniera di Alano

Preoccupazioni per il sito che sorgerà alle pendici del Grappa e per quello che potrebbe diventare realtà a Schievenin

Alano

La miniera di Alano riscalda gli animi e fa sentire l'eco delle mine che scoppieranno in futuro e delle trivelle che lavoreranno anche fuori dei confini della provincia.Ad opporsi alla futura "coltivazione" ora è anche il Cai regionale che esprime la «più netta contrarietà alla ventilata apertura di nuove cave sul versante feltrino del Monte Grappa».

«Le cave o miniere - spiega Giuseppe Cappelletto, responsabile per l'Ambiente del sodalizio - sarebbero addirittura due: una nei pressi della località di Campo, in Comune di Alano di Piave, l'altra nelle vicinanze di Schievenin, in Comune di Quero. Risulta assai arduo - scrivono dal Cai - comprendere come si possa ipotizzare l'apertura di nuove cave o miniere sul Monte Grappa, quando lo stesso Piano di Area del Massiccio del Grappa, approvato dalla Regione Veneto già nel 1994, vieta in tutto il suo territorio nuove attività estrattive e ampliamenti di quelle esistenti. Si ricorda, inoltre, che il Massiccio è classificato quale Sito di importanza comunitaria e come tale dovrebbe essere soggetto a speciale tutela da parte delle competenti amministrazioni territoriali».

«In particolare suscita grave preoccupazione - scrivono dal Cai - l'ipotesi di riapertura e ampliamento della cava della Val Storta, nei pressi di Schievenin. Al di là del valore naturalistico e paesaggistico tale sito è, ormai per uso consolidato, area di massimo interesse escursionistico, per la presenza di numerosi sentieri e della nota Alta Via degli Eroi, e sede di una delle più frequentate palestre di arrampicata della regione, di fondamentale importanza per l'addestramento alle tecniche di arrampicata, sicurezza e soccorso in montagna».

«Il sito della Valle di Schievenin ospita, inoltre, la sorgente del torrente Tegorzo che alimenta l'acquedotto "Consorzio Schievenin". Intervenire in una zona dalle spiccate caratteristiche "carsiche" (già di per sé tutelata da una normativa nazionale per la presenza di grotte ed inghiottitoi) potrebbe provocare danni irreparabili alla sorgente con prevedibili conseguenze che andrebbero a ricadere sui numerosi comuni della fascia pedemontana riforniti della "preziosa" acqua».

«È evidente che le nuove cave, con tutto ciò che ne conseguirebbe anche in termini di incremento del traffico pesante, sarebbero del tutto incompatibili con le prospettive di tutela e sviluppo turistico sostenibile che appaiono più adeguate alla zona del Monte Grappa. Per questo motivo ribadiamo il nostro no alle nuove cave o miniere e chiediamo alla Regione di non rilasciare le relative concessioni».

A.T.

Il Gazzettino Venerdì, 9 Febbraio 2007

Il Club Alpino veneto scende in campo per sollecitare un maggior impegno da parte dei Comuni nell’esigere il rispetto dei regolamenti e contrastare l’uso sfrenato dei mezzi

«Sindaci più coraggiosi contro i raid delle motoslitte»

Per il Cai basterebbe solo aumentare l’attenzione: «Non basta impiegarla solo per la raccolta estiva dei funghi»


Vodo
Motoslitte: abolirne anzitutto l'uso sfrenato. E non si dimentichi che ci sono specifiche norme che ne vietano la circolazione nelle strade silvo-pastorali. È il Cai Veneto a prendere posizione, con alcune osservazioni rispetto a quanto affermato da Luigi Casanova, referente di Mountain Widerness e riportato nei giorni scorsi da "Il Gazzettino". Partendo dal fatto che ne condividono rimostranze e preoccupazioni, il Club Alpino fa presente di essere stato, già in altre occasioni ed in altre realtà alpine, promotore di iniziative per la netta regolamentazione dell'utilizzo delle motoslitte. La propria posizione è contenuta in un documento ufficiale del 2006 che recita: «L'accesso con motoslitta deve essere consentito solo su strade pubbliche o su strade silvopastroali per gli aventi diritto». «Ribadiamo - aggiunge il Cai - che riteniamo il loro uso chiaramente possibile e necessario per le attività lavorative in quota, ad esempio gestori di impianti di risalita, gestori di rifugi e albergatori per gli approvvigionamenti dei materiali, ecc., e per i mezzi di soccorso e delle Forze Armate, ma va altrettanto abolito il loro uso sfrenato per diletto o per noleggio, se non in casi particolari ed eventualmente previsti da una futura regolamentazione migliore e di più chiara applicazione e comunque in zone di basso valore ambientale, paesaggistico ed escursionistico».

Non si condivide invece l'affermazione di Casanova sulle attuali norme che non. esistono. La Legge della Regione Veneto n. 14/1994 (disciplina della viabilità silvo-pastorale) recita all'articolo 4 in questi termini: nelle strade silvopastorali e nelle aree assimilate è vietata la circolazione dei veicoli a motore: «Ora, fino a prova contraria, le motoslitte sono veicoli a motore! Se poi i "raid" si svolgono in aree SIC e ZPS, le competenti amministrazioni locali hanno l'obbligo di adottare iniziative per impedire attività che possono recare danno all'ambiente ed in particolare alla fauna dell'area. Quindi è sufficiente debita attenzione ed un po' di coraggio da parte degli Enti locali e qualche maggior controllo mirato (non solo per la raccolta funghi estiva. ) da parte del Corpo Forestale dello Stato».

Cave di ALANO

Ciao Guido

E’ con estrema tristezza che ti invio questa mail.

La valle di Schievenin è uno degli ultimi luoghi dove ancora si può assaporare il contatto con natura e godere di un irreale silenzio per chi è abituato al frastuono che oggi pervade non solo le città, ma anche i piccoli centri.

Un luogo incontaminato, una riserva faunistica dove si possono incontrare in libertà volpi, caprioli, tassi, cinghiali e svariate specie di uccelli, animali che spesso si notano anche dalle case. Il torrente che lambisce la borgata , il Tegorzo, sgorga poco sopra il paese e la sua acqua limpida e incontaminata, oltre a fornire un vivaio per le sue carpe, è una sorgente idrica che fornisce gli acquedotti fino a Trevignano nel Trevigiano.

Aihnoi.. questo divverà un ricordo.
Sono arrivati anche qui !

Tutto il paese ne parla. Ci prepariamo ad assistere a nuove irreparabili devastazioni !
Scaveranno una nuova cava ad Alano di Piave e riapriranno quella di Schievenin con annessa galleria in direzione Feltre.
Gli animali che qui si riproducono, se ne andranno; anziché udire i loro richiami, udiremo le mine e gli scavatori; anziché assaporare la fragranza del bosco, i gas di scarico dovuto al viavai di mezzi pesanti che faranno la spola tra qui e qualche cementificio di Pederobba... Presto molti automobilisti utilizzeranno la galleria come scorciatoia da o per Feltre.

La gente mi racconta che anche diversi anni fa già paventavano questo scempio, ma grazie a proteste, raccolte di firme e qualche assessore (allora) responsabile, erano riusciti a bloccarlo.
Ora le pressioni degli interessi speculativi di qualche società potente sembra aver la facoltà di realizzare concretamente questo “progetto”.
Hanno già acquisito terreni ad Alano e forse anche i permessi (da buon cittadino ininfluente ne sono all’ oscuro).
Ad Alano, tra la frazione di Colmirano e Campo, in prossimità del campo sportivo, creeranno una camionabile per far transitare i mezzi pesanti verso la distruzione del colle adiacente.
Dalle falesie di Schievenin traforeranno le rocce del Grappa fino a Carpen o a Seren del Grappa per realizzare la famigerata galleria.

Tutta questa distruzione solo per ingrossare le casse degli speculatori ( ..e qualche politico compiacente).

Forse qualcuno di chi è nato qui, per la buona fede che lo contraddistingue, l’animo gentile e generoso e perché abituato a questo paradiso, vive solo in parte il mio disagio e la mia preoccupazione, pensando che questi speculatori possano giustificare i loro interessi per un miglioramento della viabilità e per un certo “progresso” (del loro portafoglio).
Io purtroppo avendo subito i rumori, respirato per quasi quarant’anni lo smog diffuso dalle ciminiere e dalle tangenziali ne sono ben consapevole.

Visti i risultati ottenuti qualche anno fa in Lessinia, spero che anche qui si possa fare qualcosa
prima dell’irreparabile.

Ti lascio con un pensiero di un noto nativo americano:
“Quando avrete abbattuto l’ultimo albero e pescato l’ultimo pesce vi mangerete i vostri soldi…”

 

Ciao, Marco.

Commissione Interregionale TAM Veneto Friuli Venezia Giulia

AUTOSTRADA LONGARONE-TOLMEZZO

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PER AGGIORNAMENTI E INFORMAZIONI SULLO STUDIO DI FATTIBILITA' DELL'ANAS
RIMANDIAMO AL SITO: www.peraltrestrade.it

CANSIGLIO E MONTE CAVALLO IN PERICOLO

MERCOLEDI' 8 NOVEMBRE
ORE 20.30
TEATRO DI DARDAGO - COMUNE DI BUDOIA

PIANCAVALLO-CANSIGLIO. SOLO PISTE DA SCI?
SVILUPPO INTEGRATO DEL TERRITORIO,
VALORI AMBIENTALI E CAMBI CLIMATICI NELLE ALPI

Interrverranno:
ANTRONIO ZAMBON, sindaco di Budoia
FAUSTO DE STEFANI, presidente di Mountain Wilderness Italia
TOIO DE SAVORGNANI, di Mountain Wilderness Italia

Fausto De Stefani, attuale presidente di Mountain Wilderness Italia,
accademico del CAI, è il 5° uomo ad aver raggiunto la vetta di tutti e 14
ottomila della Terra. Attraverso la sua esperienza di alpinista ed
ecologista parlerà dei cambi climatici nelle Alpi e nel mondo,
collegando la situazione planetaria a quella specifica della nostra area
pedemontana del Cansiglio.


DOMENICA 12 NOVEMBRE 2006

DICIANNOVESIMO INCONTRO DI ALPINISTI
ED AMBIENTALISTI IN DIFESA DELL'ANTICA
FORESTA DEL CANSIGLIO


Anche quest'anno, per la diciannovesima volta, la tradizionale marcia di alpinisti ed ambientalisti in difesa dell'Antica Foresta del Cansiglio

ORE 9.30
raduno al Villaggio Cimbro di Pian Canaie (tra Campon e Colindes a Tambre)

ORE 10.00
partenza

ORE 11.30
arrivo a Casera Palantina ( m 1508)
Sosta per chi non se la sente di affrontare la salita fino a Forcella Palantina.

ORE 12.30
arrivo a Forcella Palantina (m 1780) ed in Val di Sassi ( m1800)
per verificare di persona lo scempio del nuovo arrivo e dell'ampliamento delle
piste del Pian Cavallo, opera della Promotour e della regione Friuli VG.
Pranzo al sacco ed interventi in Val dei Sassi

ORE 14.30
inizio ritorno verso Pian Canaie

ORE 16.30
breve presenza in Pian Cansiglio davanti alla ex caserma Bianchin,
in stato di totale abbandono e degrado



Per il diciannovesimo anno consecutivo, il Club Alpino Italiano sostiene e invita a partecipare all'incontro degli alpinisti e ambientalisti in difesa della foresta del Cansiglio, in programma domenica 12 novembre a Casera Palantina.

Durante questi lunghi anni è stato certamente grazie alla mobilitazione delle associazioni se il progetto di realizzare un carosello sciistico tra Pian Cavallo e il Cansiglio è stato fermato.
Regioni, Province e Amministrazioni locali, tuttavia, non hanno saputo cogliere i segnali dei tempi che cambiano e, nei vari documenti che riguardano il futuro sviluppo della zona dell'Alpago e del Cansiglio, continuano a ripresentare progetti ormai vecchi e superati e ad altissimo impatto sull'ambiente.

Se il Piano di Assetto Territoriale Intercomunale in corso di approvazione presso la Regione Veneto torna a riproporre l'ipotesi del collegamento sciistico Cansiglio-Pian Cavallo e addirittura nuove strade asfaltate attraverso la parte più integra della foresta e una funivia dal lago di Santa Croce al Nevegàl, sul versante friulano si stanno già ampliando le piste fin quasi alla Forcella La Palantina, praticamente a due passi dalla foresta del Cansiglio.
Totale silenzio, invece, per quanto riguarda l'ipotesi di un'area protetta, che rappresenta il modello più valido e credibile di sviluppo per il comprensorio dell'Alpago e del Cansiglio. L'unica proposta di legge presentata negli ultimi anni, quella per una riserva naturale nella parte veneta, e che avrebbe rappresentato almeno un primo significativo passo in questa direzione, è stata di fatto boicottata da gran parte delle forze politiche, talvolta criticata come insufficiente. Sta di fatto che nessun'altra iniziativa è mai stata presentata ufficialmente ad oggi.

Il Club Alpino Italiano fa appello ancora una volta a tutte le Amministrazioni pubbliche affinché si discuta di un diverso modello di sviluppo per l'Alpago e il Consiglio, basato sull'istituzione di una o più aree protette, sulla valorizzazione del turismo culturale e sportivo a basso impatto sull'ambiente, che rappresenta certamente il futuro in una realtà in cui sci alpino e turismo basato sulle seconde case attraggono in misura sempre meno rilevante.

Siamo disponibili in ogni momento a un confronto propositivo, ma siamo anche determinati a difendere in ogni sede l'integrità ambientale della foresta del Consiglio, zona - non dimentichiamolo - di rilevanza comunitaria.

Bruno Zannantonio

Sono a disposizione per informazioni:

il Presidente del CAI Veneto: Giuseppe Cappelletto 338-7267775

il Componete della Commissione TAM: Fabio Favaretto 347-1448619