DOCUMENTI



Che cosa significa affrontare il problema della difesa dell'ambiente per gli aderenti ad una Associazione come il Club alpino italiano? La domanda non mi pare né scontata nè accademica. Non è scontata perché i club alpini sono associazioni di frequentatori della montagna e non di soli protezionisti della natura. La frequentazione comporta infatti un impatto sull'ambiente (naturale ed umano) di persone animate dalla voglia di esplorare e di conoscere il territorio nonché dal desiderio estetico, emotivo e fisico di ricavarne piacere o appagamento. In queste motivazioni di fondo di rileva la "diversità" dei club alpini rispetto alle associazioni ambientalistiche tout court. La preoccupazione prioritaria per noi è e deve essere quella di una frequentazione responsabile dell'ambiente montano, compatibile con l'esigenza del rispetto di territori delicati sotto il profilo ecologico e di paesaggi particolari sotto il profilo antropologico ed etnografico. Un ambientalismo ispirato alla sola esclusiva filosofia del "non agire" o dell' "eden incontaminato" non ci appartiene. Non è accademica, inoltre, perché deve tradursi in modi di comportamento accettati e condivisi da tutti gli aderenti e non da poche "anime belle" depositarie di un sapere scientifico elitario. In altre parole, l'impegno ambientalista del socio CAI - in qualunque settore associativo lo veda impegnato - si deve esplicare in atti di attenzione e sensibilità verso l'ecosistema montagna nella sua complessità, con un solido ancoraggio al "principio di realtà": una realtà fragile e precaria da fruire con circospezione.
Ecco allora che i problema viene ad acquistare un significato culturale e morale. La sua rilevanza è infatti misurata dal grado di maturazione critica di alpinisti!escursionisti consapevoli che il loro "terreno di gioco" deve essere visto più come presa di coscienza del senso del limite che la montagna impone, piuttosto che di spazio da consumare nella ricerca ossessiva della performance tecnica, Il percorso formativo del socio dovrà quindi perseguire obiettivi di autoregolamentazione etico-comportamentale capaci di trasformare l'impegno alla salvaguardia ambientale in un imperativo categorico della coscienza morale. Meglio quindi se il "Tu deve" scaturisce da una sensibilità condivisa che da un'obbligazione imposta per mezzo di una codificazione astratta e lontana dal vissuto territoriale. La filosofia e la politica ambientali del Club alpino italiano, con la messa a punto dei documenti presentati in questa pubblicazione, vanno proprio nella direzione di aiutare gli alpinisti e gli escursionisti ad una pratica di frequentazione della montagna che lasci dietro di sé soltanto i segni materiali ed immateriali dell'intelligenza.

Annibale Salsa
(Vicepresidente generale, responsabile dell'Agenzia per l'Ambiente)


Relazione a cura di Maria Grazia Brusegan sul
Congresso Internazionale e Corso Nazionale Operatore TAM
DOLOMITI PATRIMONIO D'EUROPA - Progetti per uno sviluppo sostenibile
BRESSANONE 4 - 8 Luglio 2000

Organizzato dal
CLUB ALPINO ITALIANO
COMMISSIONE CENTRALE PER LA TUTELA DELL'AMBIENTE MONTANO

>>>


Presentazione sulla Convenzione delle Alpi a cura di Marco Agnoli

>>>


QUADERNO TAM N.1
terza edizione - dicembre 2008


Formato PDF 500Kb.


QUADERNO TAM N.2

Formato PDF 16Mb.



QUADERNO TAM N.3
"ENERGIA DALL'ACQUA IN MONTAGNA"

Formato PDF 0,7Mb.


QUADERNO TAM N.4
"PARCHI e CAI: oltre le convenzioni"

Formato PDF 2,0Mb.