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3 luglio 2016 - Il primo incontro annuale promosso dagli operatori TAM del Lazio86 soci di 10 Sezioni CAI del Lazio sul Monte Cairo per il primo incontro annuale promosso dagli operatori TAM del Lazio.

Scopo dell'escursione del 3 luglio 2016 è stata l’analisi dell’impatto degli impianti fotovoltaici al suolo. Presenti le Sezioni di Cassino, Rieti, Roma, Monterotondo, Antrodoco, Viterbo, Latina, Esperia, Frosinone e Tivoli.

Domenica 3 luglio 2016 ottantasei soci CAI provenienti da tutto il Laziohanno partecipato all’escursione pressoil Monte Cairo volta all’analisi dell’impatto degli impianti fotovoltaici al suolo. Presenti le Sezioni di Cassino, Rieti, Roma, Monterotondo, Antrodoco, Viterbo, Latina, Esperia, Frosinone e Tivoli. La Commissione Regionale Tutela Ambiente Montano del Lazio è sensibile a diversi temi ambientali  vista anche la particolarità e diversità del suo territorio, fra questi vi è anche quello energetico.

Durante una riunione a cui hanno partecipato tutti gli operatori TAM della Regione Lazio si è deciso di organizzare una escursione in un’area geografica che permettesse di far prendere coscienza anche su altre problematiche: e del resto sono talmente tanti i problemi che gravitano intorno alle nostre montagne!
E’ noto che la situazione energetica mondiale è ormai da qualche anno un serio problema che preoccupa l’intero pianeta. La sempre maggiore richiesta di energia, l’inquinamento prodotto dalle centrali, responsabile degli stravolgimenti climatici dei nostri giorni e del relativo impatto ambientale, fanno sì che la ricerca nel campo della generazione energetica con “fonti alternative” rispetto a quelle tradizionali sia notevolmente in crescita. 

Il CAI è consapevole della fondamentale importanza dell’energia e della sua disponibilità per la sopravvivenza e lo sviluppo per le popolazioni mondiali, ma di contro le attuali fonti di energia rinnovabile pongono problemi non indifferenti al paesaggio e all’ambiente naturale in genere.

Va sottolineato che negli ultimi anni si è assistito alla proliferazione degli impianti fotovoltaici installati a terra, legata in parte all’elevata incentivazione concessa dai governi. Ciò ha innescato il fenomeno dell’installazione di grandi impianti a terra per acquisire incentivi proporzionati alla potenza installata e conseguentemente l’occupazione di una crescente superficie del suolo.

Decine di ettari di terreni che di mese in mese sono sottratti alla produzione agricola, insieme ai pendii delle zone montuose, per essere destinati ad attività che non possiamo esitare a definire speculative e che nulla o quasi concorrono alla produzione, creando, al contrario, rischi per l’ambiente ed il paesaggio e danni alla salute nel prossimo futuro, legati allo smaltimento del materiale ad impianto esaurito.

Il CAI e anche tantissimi cittadini sensibili all’ambiente non si riconoscono nello scempio che queste strutture stanno arrecando ai nostri territori e si impegnano nel vigilare affinché vi sia un uso responsabile di queste nuove tecnologie: sì alla scienza ma guidata da una razionale coscienza!

Monica Festuccia
CRTAM Lazio