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27 dicembre 2014 - Il progetto per il rilancio del Terminillo aspramente contestato da CAI Lazio e altre associazioni ambientalisteIl progetto per il rilancio del Terminillo aspramente contestato da CAI Lazio e altre associazioni ambientaliste

Sabato 27 dicembre a Rieti si è tenuta un'accesa conferenza stampa su vantaggi e ricadute negative del progetto.

Sabato 27 dicembre a Rieti si è tenuta la presentazione dell’ennesimo piano di sviluppo del Terminillo. Un piano aspramente contestato dal CAI Lazio e da altre associazioni ambientaliste.

Questa volta, i promotori di “Terminillo Sviluppo Montano” non hanno lesinato spese ed energie per la comunicazione del nuovo progetto, a cominciare dal grande plastico (costato 18.000 euro) esposto nell’atrio del Museo Civico di Rieti con l'indicazione dei costruendi nuovi impianti, guardato e studiato con curiosità e rara competenza da tutti gli intervenuti.
E, saliti alla Sala Municipale dove si svolge la conferenza, balza all'occhio la presenza in massa degli Enti coinvolti: i Sindaci di Rieti, Micigliano, Leonessa, Cantalice, rappresentanti della Provincia di Rieti e della regione Lazio, i progettisti. Dall’altro lato del tavolo, invece, affollamento e posti in piedi: pochi giornalisti, radio e TV locali e frotte di curiosi, fautori o contestatori del progetto.
Il progetto è stato presentato dall’Architetto Carlo Abruzzese con l’ausilio di diverse slides. La costruzione dei nuovi impianti, basati sul principio di unire e collegare in un unico comprensorio sciistico le zone di Leonessa e del Terminillo, viene presentata come parte di un unico piano d’intervento mirato al rilancio turistico e naturalistico del territorio, destinato a creare, come sostengono i presentatori “un grande corridoio verde” che tuteli e rilanci i delicati ecosistemi presenti. Si tratterebbe quindi di tracciatura e manutenzione di circa 50 km di nuovi sentieri, costruzione di nuovi rifugi costruiti con criteri di eco-architettura, creazione di aree didattiche, centri-visita, rilancio e creazione di aree ad hoc per sci-escursionismo, escursionismo, fondo (si prevede una nuova pista in quel di Cantalice), itinerari di trekking “tematici”.

Per lo sci alpino, si prevede: rimozione degli impianti dismessi, spostamento di alcuni considerati pericolosi o di scomoda posizione, costruzione di due nuovi impianti tra Leonessa e Campo Stella, collegamento attraverso la Sella di Leonessa con impianti che costeggerebbero il più possibile la strada per non incidere troppo sui boschi di Vallonina, posizionamento di un totale di 11 tapis-roulant in galleria coperta amovibili nel periodo estivo, costruzione di nuovi edifici in località La Malga. In più, impianti di innevamento artificiale e costituzione dei relativi bacini idrici, impianti per la sicurezza attiva (sistema di tubi con materiale esplodente telecomandato) e passiva (reti) contro le valanghe, ampliamento delle strutture ricettive.
A fronte dei lavori s’ipotizzano poi interventi di “compensazione”: rimboschimento, rinaturalizzazione delle piste dismesse, creazione della pista di fondo di Cantalice, messa in sicurezza di alcuni itinerari.

Al progetto sono interessati i comuni di Rieti, Leonessa, Micigliano, Cittareale e Cantalice. Il costo previsto, di 65 milioni di Euro, andrebbe coperto per soli 18 da finanziamenti regionali. Per il resto, 30 milioni giungerebbero da operazioni di leasing e 16 da mutui accesi dai Comuni, da rimborsare con gli sperati utili della stagione invernale.

Tra i punti maggiormente contestati c'è la parte economica. E’ aleggiato su tutta la conferenza-stampa, citato prima dal consigliere regionale Daniele Mitolo poi dalla rappresentante del CAI Ines Millesimi, il fantasma di un report sui bilanci delle stazioni sciistiche delle Alpi. A parte la Val Gardena, che con ricadute positive su tutto il circuito Dolomiti Super Ski ha chiuso lo scorso esercizio in attivo, tutti gli altri comprensori sono in netto passivo. Complessivamente, il passivo dello sci sulle Alpi è valutabile intorno ai 16 milioni di Euro. E si tratta di stazioni alpine a più alta quota, con temperature più fredde e possibilità di rimanere aperte molte più settimane rispetto al Terminillo. Lo sci, dicono molti studiosi di economia, avrebbe ormai esaurito il suo corso e intrapreso la parte in discesa della sua curva. Il futuro della montagna e del suo sviluppo economico va cercato altrove.
Inoltre la fretta e volontà di illustrare alla popolazione il progetto, e l’enfasi sui balenati vantaggi per l’economia e sull’altrettanto promesso munifico arrivo di “fondi” della Comunità Europea ha scatenato la mobilitazione di una rumorosa Vandea di cittadini favorevoli al progetto. Non a caso, la rappresentante del CAI di Rieti, che interveniva facendo notare i rischi del progetto, ascoltata con attenzione e rispetto da tutti i rappresentanti istituzionali, è però stata duramente contestata dalla “curva sud” dei fans del Consorzio presieduto da Paolo Trancassini, attuale sindaco di Leonessa.
Al momento attuale, il progetto aspetta solo l’ultimo passaggio alla Regione Lazio per la Valutazione di Impatto Ambientale. Solo la Regione potrà, a questo punto, approvare il progetto, bocciarlo o proporre le varianti che riterrà opportune. I presentatori si dicono ottimisti, avendo preparato il Piano insieme agli stessi tecnici della Regione.

L’intero progetto è consultabile qui: http://www.archilovers.com/projects/89393
Per leggere l'articolo completo: http://www.appenninico.it/