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Homo Spelaeus

CONVEGNO Homo spelaeus – caving and exploring the knowledge over the dark

Isernia, Museo Nazionale del Paleolitico
26 marzo 2015


Saluti di Filippo Di Donato

Presidente della Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano del CAI

Il più sentito ringraziamento agli organizzatori: la professoressa Antonella Minelli, docente di Antropologia preistorica dell’Università degli Studi del Molise, l’Associazione Culturale “Me.MO Cantieri Culturali” e l’Associazione “Speleologi Molisani”.

Ci troviamo ospiti in Molise, terra d'Appennino e di mare; generosa nell'accoglienza mentre ci offre territori prevalentemente montuosi e collinari, percorsi da un'importante rete escursionistica e attraversati anche dai percorsi della transumanza, i “tratturi”. Territori da scoprire a piedi, passo dopo passo e in questi scenari incontriamo, potente, la realtà degli ambienti carsici.

Homo spelaeus – caving and exploring the knowledge over the dark” è il titolo dato a questo convegno che ci accompagnerà nel percorso di riflessione sugli ambienti carsici, la  speleologia, le attuali conoscenze e la storia dell'uomo che ha utilizzato le grotte come prima casa.
    
Il Club Alpino Italiano nazionale ha dato il patrocinio, proposto dalla Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano che pone grande attenzione alle politiche di tutela degli ambienti carsici superficiali e sotterranei. Il CAI GR Molise e le Sezioni seguono con passione i temi della giornata.

La CCTAM del CAI è interessata a evidenziare le relazioni che esistono e vengono studiate, tra il cosiddetto “mondo ipogeo”, quello sotterraneo delle cavità e dei budelli (ai più sconosciuto escluso per le grotte destinate al turismo, nelle quali l’attività idrogeologica è ridotta), con quello delle vette, il “mondo solare”, della verticalità, dell’altitudine (questo si ampiamente frequentato da turisti, escursionisti ed alpinisti).

L'acqua è presente in abbondanza nelle montagne, origina i grandi sistemi carsici e innesca il “ciclo dell’acqua che segna e modella il territorio, realizzando la fondamentale continuità di ambienti ed ecosistemi. L’acqua è un dono della terra con i meccanismi naturali che regalano la vita agli abitanti del nostro pianeta, con l’uomo al vertice di questa piramide.
Ma dove si cela e trova riposo e riparo il prezioso liquido? Nelle grotte, nelle cavità profonde, negli ambienti impenetrabili delle nostre montagne che rappresentano i luoghi dove, a volte silente, l'acqua si raccoglie.

Attenzione particolare va quindi posta nell’opera di educazione ambientale  e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e dei giovani che sono desiderosi di futuro, sull’incommensurabile valore delle grotte e delle riserve d’acqua potabile celate e conservate nelle cavità. Sono positive le occasioni di dialogo come quella odierna e le opportunità che consentono di avvicinare luoghi  dove è presente una biodiversità senza confini, alla quale si aggiungono testimonianze  culturali e realtà paesaggistiche esterne. Appare quindi Homo spelaeus: una delle prime denominazioni scientifiche, coniata dall’antropologo francese Georges Vacher de Lapouge nel 1899 per descrivere ciò che più comunemente era conosciuto come l’uomo delle caverne. I valori rilevabili sono quindi scanditi anche dalla secolare presenza dell’uomo in un modello di intese e di dialoghi, di incontri e di proposte.
I luoghi studiati sono segnati da vicende alterne che, tese alla sostenibilità, è importante coniughino l’utilizzo dei risorse con la loro conservazione.  Un'attenzione nella quale è determinante il ruolo dell'Università e delle Aree protette con le quali il CAI, intende percorrere il sentiero della conoscenza e dell’educazione, insieme di razionalità e di rigore scientifico unito a tensione ideale ed amore per la natura, in grado di condurre alla tutela dell’ambiente. Numerosi i contributi scientifici previsti nel Convegno, con relatori delle Università del Molise, di Chieti, di Bari e Bologna utilizzando archivi del passato e occasioni di ricerca scientifica e valorizzazione del territorio. Ci si affida a ricercatori e speleologi che rilevano eccellenze e emergenze, evidenziano importanza e vulnerabilità delle grotte e aiutano a conoscere e documentare il sottosuolo carsico.
La giornata odierna avvicina quindi al mondo ipogeo, nel sentiero della conoscenza e della consapevolezza, andando oltre il buio delle grotte, con una visione ecosistemica che abbraccia valori, fruizione e tutela. Il CAI-CCTAM, nell'ambito della comunicazione ambientale, è pronto ad accogliere ogni documento nelle pagine del sito www.cai-tam.it

Concludo con la riflessione sul Matese, tra i più importanti acquiferi carsici dell'Italia meridionale, montagna protetta a metà, nel versante della Campania e da tutelare anche nel Molise: l'augurio è che si possa correggere, guardando alla tutela attiva e partecipata, un'anomalia territoriale e sociale d'Appennino.

Buon lavoro a tutti.

pdf 26 marzo 2015 - Comunicato Homo Spelaeus

pdf 26 marzo 2015 - Locandina "Homo Spelaeus"

pdf 26 marzo 2015 - Saluti Filippo Di Donato "Homo Spelaeus"