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Articolo Giornata Zone UmideGiornata mondiale delle zone umide

Il 2 febbraio è stato scelto per celebrare le Zone Umide così da porre attenzione ad aree importanti, suggestive, ricche di biodiversità floristica e faunistica, ma anche ecosistemi
particolarmente fragili e sensibili al cambiamento climatico, all’inquinamento, ai pesticidi, e, più in generale, all’impatto antropico. Con la Convenzione di Rasmar, città iraniana, proprio il 2 febbraio 1971 è stata riconosciuta l'importanza internazionale delle zone umide che sono caratterizzate dalla presenza contemporanea di terreno e acqua, che originano
importanti habitat degli uccelli acquatici.

Nel 1976 anche l'Italia ha aderito alla Convenzione di Rasmar. La Convenzione indica che si tratta di “paludi, acquitrini, torbiere e specchi d’acqua naturali o artificiali, permanenti o temporanei, con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra o salata, incluse quelle fasce marine costiere la cui profondità, in condizioni di bassa marea, non superi i 6 m”. La vita delle zone umide non è semplice, infatti in gran parte sono scomparse come le paludi di acqua dolce bonificate ricavando nuovi terreni. Nel passato c'era poi il problema della malaria e delle problematiche condizioni igienico sanitarie che presentavano
per l'uomo. Il tema della Giornata Mondiale delle Zone Umide di quest’anno è: “Non siamo impotenti contro il cambiamento climatico – Fermiamo il prosciugamento delle Zone Umide". E' chiaro l'appello all’Accordo di Parigi sul clima per includere conservazione e ripristino delle zone umide nelle politiche nazionali sui cambiamenti climatici.

pdf 2 febbraio 2019 - Giornata mondiale delle zone umide per le Alpi Apuane