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18 / 20 maggio 2017 - CAI Medimont Parks nel Parco Nazionale del PollinoMedimont in Pollino: Ecco cosa si è fatto!

Il Mediterraneo è crocevia di culture e ambienti che ospitano ecosistemi diversi.

Giorno 20 maggio 2017, in località Colle Marcione di Civita (CS), nella cornice del Parco Nazionale del Pollino, si sono chiusi i lavori del Meeting Tecnico "BIODIVERSITA' IN RETE" nell'ambito del progetto Medimont Parks. Il gruppo dei partecipanti prima di ritrovarsi a Civita per un saluto conviviale presieduto dal sindaco Alessandro Tocci e dal pesidente per Parco, Domenico Pappaterra, si è lasciato accompagnare lungo un breve sentiero dalle accattivanti parole di una delle più esperte guide del parco, Emanuele Pisarra.

Il progetto Medimont, voluto dal Club Alpino Italiano e concretizzato dalla Commissione Centrale per la Tutela dell'Ambiente Montano, è nato per focalizzare l’attenzione sulla diversità biologica presente sulle montagne mediterranee. Durante i suoi sette anni di vita ha visto il coinvolgimento di diversi Enti Pubblici italiani ed esteri dal Parco Nazionale del Cilento, a quello di Parnassos in Grecia ed oggi, con le nuove adesioni di tutti i parchi nazionali calabresi ha confermato la sua natura tecnica e ha dato avvio alla sua seconda parte con la revisione di obiettivi e azioni progettuali.

Frutto di questo riesame è stato quello di puntare ad una condivisione di dettaglio delle caratteristiche e delle peculiarità territoriali dei partner; in parole povere quello di mettere le biodiversità in rete. Il meeting si è aperto con i saluti della vice sindaco di Castrovillari Francesca Dorato. Giuseppe Milione, direttore del Parco del Pollino, ha introdotto la presentazione dell'area protetta illustrata dal responsabile del Settore Conservazione Pietro Serroni. Durante la tre giorni i referenti, suddivisi in gruppi di lavoro, hanno seguito le linee guida fornite da Valeria Ferioli, referente nazionale di Medimont, e tramite azioni di brainstorming e rotazione di squadra hanno dato vita a mappe creative per individuare le azioni più appropriate per ottenere i risultati attesi.

A tal fine l'Università della Corsica ha giŕ destinato appropriate risorse umane e finanziare per ospitare periodicamente un team formato da tecnici dei partner con lo scopo di confrontare e ampliare gli studi prodotti.

Un notevole apporto è stato dato dai referenti del Parco Regionale delle Alpi Liguri che hanno illustrato il loro progetto pilota messo in atto con metodologie scientifiche e l'utilizzo di strumentazione tecnica e multimediale. Importante inoltre si è rivelata la competenza tecnica e la disponibilitŕ alla partnership del Parco Nazionale d'Aspromonte che insieme al Comune di Cinquefrondi (CS) ha chiuso un accordo quadro per la realizzazione di un itinerario tangente ad un habitat prioritario e la creazione di un centro di educazione ambientale rivolto alle nuove generazioni delle comunitŕ del Parco. Un arricchimento esperienziale è stato fornito dai presidenti del Parco Regionale del Matese e di quello di Roccamonfina-Foce del Garigliano che hanno ribadito l'importanza di non perdere di vista i temi dello sviluppo e le aspettative dei portatori di interesse ricadenti nelle aree protette. Una risposta a queste problematiche del resto è stata illustrata dal referente del Comune di Zungri (VV), la coordinarice del Museo della civiltŕ rupestre e contadina Caterina Pietropaolo, che si è fatta portavoce di una forte volontŕ di cambiamento messa in atto dall'Amministrazione Comunale che negli ultimi 5 anni è riuscita ad ottenere notevoli risultati tramite un progetto di ammodernamento del sito rupestre ricadente in area comunale. In particolare ha mostrato come l'affidamento di incarichi e la delega di responsabilità amministrative, insieme alla conoscenza e all'utilizzo di strumenti normativi locali e nazionali per la valorizzazione e la protezione del patrimonio culturale ed ambientale possa portare non solo a decuplicare le entrate derivanti dalle visite turistiche ma sopratutto a sanare le piccole controversie locali ampliando gli orizzonti di interesse comune. Un'altra strada innovativa è stata illustrata dalla referente Vincenza Messana, che facendosi portavoce sia dell'importante progetto del Parco Regionale dei Monti Nebrodi che del gruppo regionale del Cai siciliano, ha ricordato con passione e competenza quali ottimi risultati si possano raggiungere mettendo a frutto una giusta interazione tra CAI ed Enti Pubblici. Anche il Parco Nazionale della Sila, tramite l'intervento della portavoce Adriana Bosco, già referente locale del progetto Medimont, ha confermato la volontà di collaborazione dedicando attenzione alla realizzazione di un itinerario esemplificativo delle peculiaritŕ del Parco.

Il convegno è stato organizzato dai referenti nazionali e locali del Club Alpino con la supervisione del presidente del Gruppo Regionale Calabria Mariarosaria D'Atri. Le sale e le attrezzature tecniche sono state messe a disposizione dall'Ente Parco del Pollino che grazie alla disponibilità ed alla competenza della responsabile del Settore Comunicazione Ezia Di Sanzo ha garantito un'accoglienza confortevole e molto attenta. Sono stati inoltre presenti ed hanno partecipato attivamente ai lavori anche i rappresentanti delle sezioni calabresi e campane del CAI. Prossimo appuntamento del progetto sarŕ dal 28 al 31 settembre 2017 nel Parco Nazionale d'Aspromonte, dove saranno approfonditi gli aspetti scientifici di alcuni sentieri rappresentativi del parco e sarà eseguita la misurazione del raggiungimento degli obiettivi a breve termine. Per maggiori dettagli: http://www.cai-tam.it/progetti-medimont